Itinerari
 

 


Associazioni e Progetti
Centro- La Pampa
Il Delta del Paraná e Bonanza Deltaventura
Scuola di Moron N°11 “América libre”, Provincia di Buenos Aires
Associazione di Turismo “La Niña Pueblo Rural”, Partido de 9 de Julio
“Museo Storico Provinciale” e “Riserva Naturale di uso multiple” Guillermo E. Hudson

Il Delta del Paraná e Bonanza Deltaventura

A quasi 30 chilometri a nord dalla città di Buenos Aires troviamo il delta del fiume Paraná. Si tratta di un fiume dalle dimensioni impensabili: nasce in Brasile e percorre 4200 chilometri per poi dividersi in migliaia di piccoli e grandi fiumi (350!) separati da isolette formate dai depositi di fango portato dal Paraná stesso. Il delta che si forma in questa maniera ha un’estensione di più di 20.000 chilometri quadrati e non sbocca direttamente nel mare ma in un altro fiume, il Rio della Plata, che separa la Argentina dall’Uruguay e arriva infine all’oceano Atlantico. Il delta è costituito da vari ecosistemi: il bosco, le paludi, i laghi ed ospita molte specie di uccelli e animali selvatici. I primi abitanti della zona sono state le popolazioni Guarani. Dalla conquista spagnola fino ai nostri giorni, il delta è stato il centro di varie attività economiche, dallo sfruttamento del legname, alla coltivazione di frutta e fiori, fino al turismo dei nostri giorni.

La costa tra il Rio de la Plata e il fiume Uruguay, fino al Arroyo Ñancay è da sempre quella più abitata e dove attualmente si concentrano le attività turistiche. Questa zona si chiama delta inferiore, o Prima Sezione, dipende dalla città di Tigre ed ha i suoi confini naturali nei fiumi Río Luján, Canal Arias, Paraná de las Palmas e Río de la Plata. É la Sezione più popolata: ci sono scuole, un pronto soccorso medico, un commissariato di polizia e la polizia navale, distributori di carburante, “negozi galleggianti” su barconi che “molo a molo” vendono le loro mercanzie.

La stazione fluviale di Tigre è il centro di comunicazione più importante. Da qui partono e arrivano le barche per il trasporto pubblico delle persone alle varie isole. In questa zona ci sono vari centri per gli sport acquatici, ville lussuose e hotel che rimangono a testimoniare l’epoca d’oro del delta, nella prima metà del ‘900. Il paesaggio è stato completamente modificato dall’uomo e alle piante della vegetazione autoctona sono state sostituite piante tropicali ornamentali, salici piangenti e pini esotici per rafforzare gli argini delle isole.

Quasi al limite di questa zona, a un’ora di navigazione dalla stazione fluviale sul fiume Carapachay, si trova l’agriturismo di “Bonanza Deltaventura”, circondato da 60 ettari di terra che includono in parte vari ecosistemi autoctoni e in parte zone lavorate.

Rosana Di Mecola, che è la ideatrice di questo innovativo progetto di turismo, fin da piccola ha passava le sue vacanze nel Delta, dove i suoi nonni paterni di origine italiana arrivarono nel 1946 e si installarono in una fattoria coltivando alberi da frutta e verdura. Nel 1971 il padre, Osvaldo compra la proprietà attuale, un casa che risale al 1898 che si trovava quasi abbandonata. Con molto lavoro, ma soprattutto molta passione, restaura la casa e i terreni circostanti, dedicandosi alla coltivazione di salici e pioppi, venduti poi all’industria della carta.

È da qui che nasce l’entusiasmo, che Rosana condivide coni suoi ospiti proponendo varie attività, che consentono di vivere momenti immersi nella natura e nella cultura del posto.

In Bonanza Deltaventura è possibile sentirsi come un isolano verace. Come prima attività si propone una camminata attraverso sentieri che permettono di conoscere i diversi ecosistemi; sono poi a disposizione cavalli per spingersi un po’ più lontano e le canoe per assaporare ogni dettaglio della vegetazione e degli uccelli portati nel silenzio del fiume. Rosana offre anche servizio di B&B nella casa antica; il mangiare è assolutamente casereccio, a base di ingredienti locali.

Bonanza Deltaventura fa parte di due associazioni: TodoDelta e Delta Natural, che riuniscono vari operatori turistici e produttori locali. Le associazioni hanno come fine la promozione turistica, la conservazione ambientale e il coinvolgimento diretto della popolazione locale nelle attività turistiche, facilitando in questo l’economia locale, la conoscenza e il rispetto reciproco.

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Scuola di Moron N°11 “América libre”, Provincia di Buenos Aires

ampliare l'immagineLa scuola N°11 DI Moron è un esempio dell’impegno di un gruppo di insegnanti, capeggiato dalla direttrice della scuola, una donna energica e motivata ideologicamente, che si fa promotore di ideali e valori dentro e fuori della scuola.

 

 

 


L’iniziativa a livello di curriculum di studi è la creazione di un programma educativo basto sulle tematiche dei “Diritti Umani”, sul riscatto della memoria e la presa di coscienza degli eventi politici, sociali ed economici che hanno marcato il paese.

La scuola collabora con l’associazione Madri di Plaza de Mayo (nella scuola c’è un teatro dedicato ai 30.000 Desaparecidos con il motto “Nunca mas” (Mai Più) e una biblioteca popolare.

Ricardo Aguilar, insegnate di storia e promotore dell’iniziativa del programma sui diritti umani, illustra una serie di iniziative come quella del calendario parallelo, dove sono segnati vari eventi storici tra il 1900 ed il 2000 di diversi paesi del mondo per cui i ragazzi possono visualizzare che cosa succedeva negli stessi anni negli atri paesi rispetto all’Argentina e capire i collegamento tra i vari eventi storici.

Nell’edificio della scuola è stato ricavato un panificio chiamato “Fazzoletti Bianchi” con lo scopo di offrire un’alimentazione più completa a quegli studenti le cui famiglie si trovano in una situazione di indigenza, e di contribuire ad aiutare situazioni drammatiche del quartiere come la mensa pubblica “Padre Carlos Mujica”. Una parte della produzione viene venduta in alcuni negozi e bar di Buenos Aires; in questo modo si genera sia lavoro per i ragazzi, che apprendono un mestiere e ricevono una “paghina”, sia un’entrata per assicurare la sostenibilità e la riuscita del progetto. La scuola organizza inoltre corsi di cucina e a volte invitano bambini della scuola elementare a vedere come funziona il panificio. In questo modo la scuola diventa un luogo di produzione, produzione di conoscenza e produzione di pane.

La “Mensa Pubblica Padre Carlos Mujica”, fondata nel 2000 offre circa 150 pasti al giorno a bambini e anziani. Il comune di Moron contribuisce al funzionamento della mensa con fondi che coprono quattro giorni della settimana, il resto proviene da donazioni di commercianti e degli stessi volontari che lavorano nella mensa. Presso la mensa funziona un centro di raccolta e scambio di vestiti usati e oggetti di varia natura.

Riportiamo un commento di Alessio, che ha viaggiato con noi nel giugno 2004:
“Infine trascorriamo un’intera giornata nella scuola di Ricardo, alla periferia di Buenos Aires. E’ una scuola di un quartiere periferico con gravi problemi. L’allegria è tanta quando noi ragazzi ci mettiamo a parlare in una classe di nostri coetanei; scopriamo che abbiamo molte cose in comune, anche se sicuramente i loro problemi sono ben più gravi dei nostri...Ci guardavano con aria curiosa e semplicemente ci chiedevano come eravamo finiti laggiù…chi lo sa? Un corso sperimentale della scuola si occupa di diritti umani ed esiste anche una panetteria interna che fornisce il pane agli studenti e ai poveri del quartiere.Gli insegnanti, simpaticissimi, ci offrono il pranzo nella sala professori. Gli studenti invece si stanno preparando per un importante corteo che ci sarà nei prossimi giorni. In Argentina anche i professori ballano!”

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Associazione di Turismo “La Niña Pueblo Rural”

La Associazione di Turismo “La Niña Pueblo Rural” nasce nell’agosto del 2003 con l’obiettivo di promuovere La Niña come destino turistico per condividere la vita di campagna con la gente del posto.



In seguito a una serie di disastrose alluvioni, il paese è rimasto isolato per mesi e una gran parte dei campi coltivabili si sono trasformati in lagune. Data la sola alternativa di abbandonare il paese o cercare nuove soluzioni, la gente del posto ha creato l’Associazione di Turismo. L’idea è promuovere il turismo, come strumento per la riconversione dell’economia locale su base partecipativa.

L’Associazione organizza ospitalità in famiglia e nelle fattorie della zona e attività di educazione e ricreo per i turisti. Si è recuperato un teatro e organizzato il primo festival del “Cinema nella campagna”, intitolato “Dall’isolamento all’incontro”, e altre iniziative tendenti a promuovere la partecipazione dell’intero paese nelle attività turistiche. Ogni anno viene preparato un calendario di feste popolari che risalta le varie attività di lavoro nei campi. E’ stata recentemente inaugurata un ufficio informazioni turistiche e una pagina web. L’associazione promuove inoltre corsi di formazione in “Ospitalità Rurale” e, attraverso il Centro di Formazione Professionale in agraria, in conservazione alimentare (insaccati, formaggi e marmellate).

In seguito a queste attività sono stati raggiunti risultati importanti. In primo luogo è avvenuta una valorizzazione della propria identità come paese agricolo, delle tradizioni e del lavoro dei campi; si stanno restaurando edifici di valore storico, come il magazzino “El Cañon” che chiuso da anni, si è riconvertito in centro culturale comunitario; gli artisti e gli artigiani locali hanno uno spazio per esporre il proprio lavoro; si sono aperti canali di collaborazione con altre istituzioni locali e settori dello stato per cercare alternative per consolidare questo progetto. L’obiettivo è riscoprire la storia, approfondire i vincoli con altre comunità che si vedono identificate in questa esperienza, e continuare a formarsi per migliorare i servizi offerti.

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“Museo Storico Provinciale” e “Riserva Naturale di uso multiple” Guillermo E. Hudson

Ubicata a metà strada tra la città di Buenos Aires e La Plata, nel dicembre 2001 con la legge provinciale 12.584 si dichiara la “Riserva Naturale di uso multiplo” (circa 54 ettari) in omaggio al grande naturalista Guillermo Enrique Hudson, nato in questo stesso posto, allora chiamato come la piccola estancia “I 25 Ombu”, nel 1848.

Con la creazione delle “Riserva” si propongono due obiettivi principali.

Il primo è di educare e di generare uno spazio di riflessione e partecipazione e servire come un complemento ai programmi di studio scolastico. La “Riserva” ispira rispetto e amore per la natura, così come influenzò lo scrittore durante tutta la sua vita. Hudson ha lasciato una testimonianza fondamentale sia per la flora e la fauna, sia per la precisa descrizione dell’uomo di queste campagne e del paesaggio del secolo XIX. Hudson è stato non solo un importante uomo di scienza, il primo ornitologo argentino, ma anche il primo etologo conosciuto. Fino alla apparizione di Hudson i naturalisti si limitavano a descrivere i comportamenti degli animali, egli tentò per la prima volta di dare spiegazioni razionali a ciò che stava osservando. Ispirò la prima legge di protezione sugli uccelli e la creazione della Royal Society for the Protection of Birds (RSPB).

La seconda importante funzione della “Riserva” è la conservazione ambientale. La “Riserva” appartiene alla classe delle “Riserve Urbane”, noma che definisce zone naturali relativamente piccole, ubicate in zone urbane o limitrofe.

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Nelle riserve si possono osservare i processi naturali e socio culturali, generando nuove abitudini tra gli abitanti vicini. Dentro la Riserva Hudson scorrono due torrenti, con almeno 20 specie di pesci diverse; sono state identificate più di 200 specie di vertebrati e uccelli migratori e più di 200 specie di piante vascolari tra native e esotiche. Esiste un bosco nativo di Tala (Celtis tala), la zona di steppa della pampa, pantano e pascolo. Dal punto di vista del paesaggio si distaccano le “collinette” che definiscono la “Pampa Ondulada”.

In particolare, la provincia di Buenos Aires è il settore dell’Argentina che ha sofferto di più l’azione umana e già dal XVI secolo si osserva una distruzione della flora locale dovuta all’attività agricola e di allevamento di bestiame. In epoche più recenti l’industrializzazione, l’urbanizzazione e l’inquinamento hanno contribuito al degrado dell’ambiente naturale. Lo stesso possiamo dire della fauna, e in parte del paesaggio. Nella zona nord-est della provincia si trova la concentrazione urbana maggiore, ci si scontra direttamente con le problematiche sociali di migliaia di abitanti, molte in condizioni precarie e sotto la soglia della povertà. L’urbanizzazione anarchica e l’occupazione di terre sono alcuni dei problemi che circondano la riserva. Solo grazie allo sforzo costante di volontari e delle autorità si è riusciti a non far distruggere la riserva stessa.

La storia della creazione della Riserva illustra perfettamente lo sforzo e la lotta sostenuta per andare contro gli interessi di attori diversi in una zona molto richiesta.
Fin dal 1929, Fernando Pozzo, un medico di Quilmes, innamorato e studioso dell’opera di Hudson, riscopre il posto e immediatamente forma una società di amici con i quali recupera la costruzione natale dello scrittore. Nel 1949 il visconte Davidson e sua sorella donano alla provincia di Buenos Aires 4 ettari di terra perché siano dedicati al Museo e Parco storico. Nel 1954 l’ambasciatore del Giappone Masao Tsuda, presidente dell’Associazione Hudsoniana di Tokio, si adopera per proteggere la zona da intrusi illegali. Nel 1975 la provincia crea ufficialmente il Parco e Museo Hudson. Dal 1991 la gestione passa alla professoressa Violeta Shinya, che riesce a convogliare diverse donazioni per l’ampliamento della riserva e infine nel 1996 ottiene di estendere la Riserva agli attuali 54 ettari.

Più di 70 anni di sforzi di singole persone, della provincia e a livello internazionale hanno dato i loro frutti. La casa natale dello scrittore è stata completamente recuperata e trasformata in museo; ancora ci sono gli ombu con più di 200 anni ed è stata creata una biblioteca, in primo luogo per raccogliere e diffondere l’opera di Hudson nelle sue diverse edizioni, in diverse lingue e poi successivamente ampliata (15.000 libri!) per servire come biblioteca alla gente e sopratutto ai ragazzi della zona.

L'entrata alla Riserva è gratuita; i fine settimana si organizzano visite guidate per turisti, mentre durante la settimana si accolgono gruppi scolastici. Durante la prima settimana d’agosto comunità indigene che vivono nella zona, celebrano nella Riserva la festa della Madre Terra (Pachamama).

La Riserva è una vera e propria oasi naturale e culturale, un faro di educazione e speranza in una zona altamente degradata.

www.hudsonmuseoyparque.org.ar

Testo originale di Marcelo Montenegro

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