Itinerari
 

 


Associazioni e Progetti
Nord-Est
Progetto Foresta Tropicale TEUCO, Comunità Toba Meguesoxochi
La comunità Guarani di Fortin Mborore – Puerto Iguazú, Provincia di Misiones
La Cooperativa Río Paraná, Oberá, Provincia di Misiones
Movimento Agrario Misiones – MAM
La Yerba Mate Titrayju: Terra, Lavoro e Giustizia
Rifugio Mocona - Mocona, Provincia di Misiones

Progetto Foresta Tropicale TEUCO, Comunità Toba Meguesoxochi

Il progetto Foresta Tropicale Teuco, finanziato dalla Unione Europea e gestito dalla Ong VOLENS, ha stretto un accordo di cooperazione con la Amministrazione dei Parchi Nazionali per la creazione di aree protette (API) nella zona tra i fiumi Bermejito e Teuco, nel territorio della comunità Meguesoxochi.


Il progetto include la gestione razionale della foresta, la apicoltura, la gestione delle risorse forestali e delle attività di allevamento di bestiame, l’ecoturismo, la commercializzazione di prodotti di artigianato e altre attività di comunicazione, come trasmissioni radio e un gruppo di teatro d’azione.

Risalta l’attività di ecoturismo coordinata da un gruppo di giovani eco-guide Toba e locali, preparati da personale del Parco Nazionale nella scuola di Horco del Molle nella Provincia di Tucuman, in tema di ordinamento territoriale, educazione ambientale e ecoturismo.

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L’eccezionale patrimonio culturale e naturale della popolazione, sia Toba che locali, comprende un’importante diversità biologica in buono stato di conservazione e le attività proposte sono volte a far conoscere il bosco dell’”Impenetrabile” del Chaco. Citiamo: le escursioni lungo il fiume, l'osservazione guidata della flora e della fauna (in particolare di uccelli), le camminate dentro il bosco con mostra e spiegazione dell’uso delle piante medicinali, l’incontro con artigiane Toba che producono cesti e tessuti in fibre naturali e lana filata a mano, gli incontri su tematiche di riscatto culturale e sviluppo. Il progetto prevede anche la costruzione di bungalow sulla costa di una laguna dentro il territorio della comunità, alla quale si arriva solo in barca.

La idea è quella di proporre un prodotto turistico con un contenuto culturale e naturale molto importante e sopratutto con la partecipazione diretta della comunità locale, che garantisca l'originalità dell’itinerario e allo stesso tempo la conservazione delle risorse.

www.bosquestropicales.com.ar

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Le Comunità Guaranì di Puerto Iguazù

Con il proposito di arricchire l’esperienza della visita alle Cataratas de Iguazu, proponiamo un brevissimo excursus sulla cultura e sulla storia della zona, e in particolare la visita alle comunità Guaranti di Yryapu e Fortin Mbororé.

Gli abitanti originari della zona sono i Guaranì, una popolazione che abitò tutta la parte di selva e foresta tropicale dell’America Latina, un immenso territorio che va dall’Argentina settentrionale fino alla Colombia.

Esistono diversi gruppi culturali di Guaranì, le popolazioni che vivono a Misiones sono Mbià guaranì. Questo gruppo si diffuse nell’area fra Argentina e Brasile nella zona forestale pluviale; una foresta non fitta e rigogliosa come la selva amazzonica, ma altrettanto ricca di piante, animali ed uccelli. Come tutti i gruppi Guaranì erano divisi in comunità seminomadi. Venivano creati dei villaggi che rimanevano stanziali in una zona per alcuni anni, dopodiché si spostavano in un’altra area prima che le risorse naturali si esaurissero completamente e fondavano un nuovo villaggio. Le loro principali attività erano la caccia e la raccolta dei frutti del bosco. L’agricoltura e l’allevamento erano praticamente sconosciuti.

La storia della colonizzazione di Misiones è molto complessa ed ha attraversato diversi periodi. Con la conquista arrivarono gli Spagnoli e i Portoghesi, i Missionari gesuitici e, infine, l’immigrazione europea dell’ultimo secolo.

I primi conquistatori schiavizzarono e perseguitarono la popolazione Guaranì, quasi al punto dell’estinzione. I missionari gesuitici organizzarono dei villaggi chiamati “Riduzioni”, modificando la loro forma di vita nomade per forzarli alla pratica dell’agricoltura e per evangelizzarli. Infine i latifondisti e i coloni usurparono e occuparono le loro terre. I Guaranì furono quindi costretti a cambiare radicalmente la propria forma di vita e organizzazione economica. Oggigiorno la maggior parte è relegata in comunità stanziali alle periferie delle città e dei paesi, resistono solo alcune comunità in remote zone di foresta. Venuta meno la possibilità di mantenersi con la caccia e la raccolta di bacche e radici, (anche perché, non potendosi spostare, si trovano di fronte rapidamente ad un esaurimento delle risorse disponibili) la sola possibilità di sostentamento è di lavorare come manodopera oppure di vendere artigianato, sempre condizionati dalle politiche assistenzialistiche di turno.

Le due comunità che vivono nella zona di Puerto Iguazu, da alcuni anni sono state coinvolte nella crescente attività turistica della zona. Si tratta di due casi emblematici dove, nel caso di Fortin Mbororé, l’iniziativa nasce nel 2002 dall’innovativa proposta di una agenzia di turismo di organizzare un percorso culturale dentro la comunità. Mentre nel caso della comunità Yryapu, una ogn argentina ha iniziato un progetto di formazione di guida al turismo comunitario.

Come illustreremo in dettaglio più avanti, l’offerta turistica delle due comunità si presenta al visitatore quasi della stessa forma: il percorso è organizzato con le stesse modalità, le informazioni culturali sono uguali. Di fatto le due comunità si trovano situate una di fronte all’altra separate solo da una strada e la struttura della organizzazione interna dipende in entrambi i casi da una assemblea comunitaria. Le decisioni si prendono principalmente in forma consensuale e il “cachique” è il garante che compie anche il ruolo di amministratore. Le informazioni sulla storia e la cultura che vengono date ai turisti sono accordate dall’Assemblea.

E’ comunque importante la differenza tra la proposta di una agenzia di viaggi e un progetto dove l’iniziativa e tutta la organizzazione dipendono soltanto dalla comunità. Non è facile poter arrivare a conoscere i dettagli e le condizioni interne con cui le comunità si regolano al loro interno. Proponiamo ai nostri turisti di visitare entrambe le comunità e di arrivare alle proprie conclusioni personali su questo che si potrebbe definire come “caso di studio di turismo comunitario”.

Fotografie

La proposta turistica di Fortin Mbororé

La comunità di Fortin Mbororè comincia alcuni anni fa a lavorare con i turisti creando un percorso guidato all’interno del villaggio per mostrare alcune delle tecniche tradizionali di caccia e parlare delle loro tradizioni e costumi. Il percorso è stato costruito in modo da non essere troppo invasivo all’interno del villaggio. Si visitano quindi alcune strutture appositamente costruite che non vanno ad invadere la vita quotidiana delle famiglie. Le guide sono tutte persone della comunità, Roberto è quello con maggiore esperienza: ex cacciatore, si è riscoperto guida dopo che il suo “lavoro” era venuto meno per mancanza di selvaggina e per le nuove leggi sulla tutela faunistica.

Al turista si mostrano una serie di trappole tradizionali che i cacciatori utilizzavano per catturare gli animali da preda: dai piccoli uccelli che andavano catturati vivi, agli armadilli che si rintanavano nel sottosuolo fino agli animali più grossi che andavano colpiti e storditi. Vengono poi mostrate le tecniche costruttive delle abitazioni tradizionali: in questo caso non si entra in una casa abitata, ma si visita una casa vuota costruita ad hoc. Infine durante tutta la passeggiata la guida parla degli usi e costumi dei Guaranì della comunità. La visita si conclude in uno spazio comune destinato alla vendita di artigianato. Come già detto questa attività è molto importante per generare entrate economiche per le persone della comunità. La vendita qui è diretta, ma molti Guaranì vanno a vendere anche in città o all’interno del parco naturale, cioè nel centro di accoglienza ai visitatori dove partono le visite alle cascate. La comunità ha poi organizzato anche un coro di bambini che fa una piccola dimostrazione di canti tradizionali Guaranì al gruppo dei turisti in visita. Gli strumenti utilizzati in questo caso sono molto semplici e, a parte una chitarra, sono quelli della tradizione Guaranì.

Le visite possono essere effettuate esclusivamente prenotandosi all’agenzia. Ci sono orari predefiniti di visita ed anche questo è un sistema utile per limitare l’accesso dei turisti alla comunità ed evitare così visite ad orari inopportuni. Il costo della visita comprende il trasporto dal centro di Puerto Iguazù fino alla aldea e l’accompagnatore Guaranì; per il coro si chiede un’offerta extra.

La proposta turistica di Yryapu


La comunità di Yryapu partecipa nel progetto MATE (Modelo Argentino para Turismo y Empleo), dal 2005. Si tratta di un progetto di formazione rivolto ai giovani delle comunità indigene, con lo scopo di formare dei giovani che possano (poi) dedicarsi ad attività di turismo comunitario. La prima difficoltà nel formare gli accompagnatori è la perdita delle conoscenze tradizionali. Pochi Guaranì giovani conoscono ormai i culti degli anziani, le proprie credenze mistiche, i modi di vita tradizionali nella selva, le tecniche costruttive. La prima fase del progetto è stata quindi il recupero di tutte queste informazioni per poterle trasmettere agli accompagnatori, ma anche agli altri residenti della comunità. Il materiale di formazione si basa su audiovisivi, dato che la lingua guaranì è solo orale; i video sono stati girati presso diverse comunità, con interviste a persone esperte di cultura e di usanze ancestrali di caccia e costruzione. La seconda parte del progetto è stata la creazione di un percorso che, analogamente a Fortin Mbororè, portasse i turisti all’interno della comunità senza che per questo la loro presenza diventasse troppo invasiva. Si è creato un sentiero dove vengono mostrate le trappole da caccia e le costruzioni tradizionali, mentre si racconta lo stile di vita e le credenze dei Guaranì. Anche in questo caso il percorso si conclude in una zona dove le famiglie mostrano i propri prodotti di artigianato e dove è possibile fare un acquisto diretto.

Molto interessante è il fatto che al corso di formazione adesso partecipino ragazzi non solo della comunità di Ydiapù, ma anche della comunità di Fortin Mbororè o di altre comunità Guaranì più lontane, comprese alcune brasiliane (loro parlano guaranì, quindi non ci sono problemi linguistici per capirsi). Il Progetto Mate è stato insignito dalla Fundacion La Nacion nel 2008.

A differenza dell’altra comunità, le visite non sono organizzate tramite un’agenzia di viaggi ma sono fatte direttamente dalle persone del posto per i visitatori che si recano di persona presso la comunità o che prendono contatto telefonico o per posta elettronica con un coordinatore della stessa comunità.

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La Cooperativa Río Paraná, Oberá, Provincia di Misiones
Movimento Agrario Misiones – MAM
La Yerba Mate Titrayju: Terra, Lavoro e Giustizia

La Cooperativa Río Paraná offre uno spazio comune per lo stoccaggio, l’elaborazione di prodotti agricoli e animali, macchinari che possono essere utilizzati dai soci, corsi di formazione e organizzazione di punti di vendita per i prodotti stessi. Per alcuni casi riesce a seguire tutta la catena del prodotto e arrivare sul mercato senza la necessità di ricorrere a intermediari. Infatti, uno dei problemi principali di queste comunità agricole, che costituiscono il 65% della popolazione rurale, è trovarsi nella necessità di vendere i prodotti non finiti che vengono comprati a un prezzo molto basso, mentre il profitto viene fatto da un oligopolio che da solo rappresenta 80% delle imprese che vendono con marchio sul mercato. La yerba mate, coltivo tipico per eccellenza in queste terre, rappresenta il caso che meglio riassume questa situazione. La lunga fase di elaborazione della yerba, che prima deve essere seccata, poi sottoposta a una prima macinatura e lasciata stagionare per almeno un anno, successivamente macinata più finemente e infine impacchettata, crea un problema di entrate per i piccoli coltivatori, totalmente dipendenti da questo prodotto, che a vendere la yerba appena raccolta ricevono un prezzo infinitamente più basso dal valore della stessa yerba alla fine del processo. Il loro problema è dover aspettare tanto tempo e investire nelle varie fasi dell’elaborazione. Anche se esiste una legge nazionale che prevede un meccanismo di compensazione per questo periodo, non ci sono fondi per applicarla. Il progetto Tritayju permette a molti piccoli produttori di seguire l’intero processo e arrivare a commercializzare il prodotto direttamente e posizionarlo sul mercato tramite la rete di economia alternativa.

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Rifugio Mocona



Il Rifugio Moconá fa parte di un progetto di conservazione ambientale in una riserva privata parte del Parco di Moconà. Si tratta di una zona di uso multiple, dove si incontra parte di foresta subtropicale primaria, parte secondaria e parte di rimboschimento programmato. I proprietari del Rifugio hanno creduto nell’attività turistica come una possibilità per sostituire parte dell’attività forestale con l’attività di turismo di natura. Visitare questa zona, alloggiare nel rifugio permette non solo di visitare una selva subtropicale di grande varietà e bellezza, ma anche di contribuire a un progetto ecologico.

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