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NORDEST-
MESOPOTAMIA- LITORALE
Il Nordest è composto dal “Gran Chaco” e dalla
“Mesopotamia”. Il Gran Chaco confina con il Paraguay
e si caratterizza per zone di alte colline con boschi impenetrabili,
colline più basse con arbusti, paludi e steppe. Il clima
è caldo/secco in inverno e caldo/umido in estate con abbondanti
precipitazioni. Si distaccano i parchi nazionali del Chaco, Rio
Pilcomayo (dichiarato sito RAMSAR nel 1994) e Colonia Benitez.
La Mesopotamia è la zona compresa tra i fiumi Paraná
e Uruguay, caratterizzata da vegetazione tropicale e sub tropicale.
Comprende il Parco Nazionale di Iguazú, il Parco Provinciale
di Mocona e il Parco Nazionale de “Los Esteros de Iberà”.
Il clima è caldo/umido, con abbondati precipitazioni durante
l’estate e più temperato durante l’inverno.
Due delle province che formano parte di questa area richiamano
con i loro nomi, Corrientes e Entre Rios, l’orografia di
una zona unica per la presenza di innumerevoli fiumi dalle dimensioni
sia piccole che grandi. La parola “Litorale” si riferisce
alla costa confine naturale di queste province con i fiumi più
grandi.
La provincia di Misiones
  
Misiones
è la provincia che si insinua tra il Paraguay e il Brasile
nella punta nord-est dell’Argentina. E’ conosciuta
per le cascate di Iguazú, le più maestose dell’America
del Sud e per le Missioni gesuitiche, vestigio di un’esperienza
di evangelizzazione unica nel suo genere. L’ecosistema originale
è quello della foresta subtropicale, che oggi si può
osservare nel Parco Nazionale di Iguazú e nel Parco Provinciale
di Mocona. Gli abitanti originari di questa zona appartengono
all’etnia Guaranì. Oggigiorno le comunità
Guaranì vivono emarginate, in quanto il loro habitat naturale,
la foresta, è stato in gran parte distrutto o ne sono stati
espulsi. In ondate successive Misiones fu popolata da immigrati
di origine di diversi paesi europei, detti “coloni”,
i quali, a causa dell’isolamento nel quale vivono, mantengono
a tutt’oggi un’identità distinta. L’economia
di questa provincia si basa nella produzione di te, yerba mate
e legname.
  
Fotografie
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Le Missioni gesuitiche
Le “Missioni Gesuitiche” nacquero
dall’attività di proselitismo svolta dai padri missionari
appartenenti alla Compagnia di Gesù, i quali, venuti al
seguito ai conquistatori, sperimentarono un metodo tutto loro
di relazionarsi con le popolazioni native. Il fenomeno ebbe origine
nell’attuale Brasile e Paraguay, da dove i gesuiti con intere
tribù di Guaranì, inseguiti dai cacciatori di schiavi
(i Paulisti) fuggirono lungo il fiume Paraná, passando
dalle Cascate di Iguazú e arrivando nell’attuale
provincia di Misiones e nelle zone limitrofe dell’attuale
Paraguay e Brasile.
Le popolazioni Guaranì,
da un lato attaccate e rese in stato di schiavitù dai conquistatori
e da bande di mercenari, dall’altro avvicinate dai missionari
gesuitici, quando non esisteva altra via di fuga, si ponevano
sotto la protezione di quest’ultimi. Il consenso e l’utilizzo
del sistema gerarchico interno ai gruppi Guaranì, consentì
la creazione di grandi villaggi, che raggiunsero fino a 3000/4000
persone. I villaggi erano organizzati intorno alla chiesa e alla
piazza centrale, dove a ciascuna famiglia era assegnata una “vivienda”
(casa), le giovani ragazze e i ragazzi nell’età della
pubertà alloggiavano in ambienti separati dalla famiglia,
ciascuno aveva il proprio ruolo e gli stessi capi tradizionali
Guaranì garantivano l’ordine e lo svolgimento del
lavoro. La musica e i rituali ricoprivano un’importanza
strategica, scandendo la vita quotidiana con i suoi ritmi che
facevano leva sulla sensibilità Guaranì. Le missioni
avevano raggiunto un livello di organizzazione e di prosperità
economica tali da generare invidia e costituire una minaccia per
i conquistatori spagnoli stanziati nel territorio, i quali dovevano
ricorre alla forza per garantirsi il lavoro dei nativi. Nelle
missioni si producevano strumenti musicali, si instauravano commerci
interni ed esterni. E’ forse anche questa una delle ragioni
che portò prima la Spagna e poi il Portogallo ad espellere
i Gesuiti dalle loro colonie, dichiarando illegale la loro presenza
e qualsiasi loro attività. Nel 1767 i Gesuiti vennero cacciati,
le missioni saccheggiate e la popolazione Guaranì lasciata
a se stessa. Solo all’inizio del secolo XX vengono riscoperti
i resti delle Missioni, quasi ricoperte dalla foresta tropicale.
Oggi rimangono come monumenti archeologici capaci di evocare emozioni
di un capitolo unico della storia dell’evangelizzazione.
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Le cascate di Iguazú, la comunità
Guarnì, Moconá e le Missioni gesuitiche
Il nostro itinerario dedica tre giorni alla zona del Parco Nazionale
Iguazú, percorrendo sia il lato argentino che quello brasiliano.
A Iguazú visitiamo il progetto di turismo comunitario presso
la comunità Guaranì
Fortin Mborore dove è possibile pernottare in una casa
tipica. Questa comunità è la unica della provincia
che abbia sviluppato un programma di questo genere in collaborazione
con una agenzia di viaggi locale. Ci si sposta in direzione ovest-est
per arrivare al Parco Provinciale
Moconá: in veicolo a trazione integrale si passa da
zone di bosco tropicale primario, cascate e colline ricoperte
di foresta tropicale fino ad arrivare al fiume Uruguay, si pernotta
in rifugio ed è possibile fare kayak per il fiume Yabotì
(28 km.), visitare le cascate “Saltos del Moconá”
che sorgono da una frattura della faglia del letto del fiume Uruguay,
e camminare per i sentieri del parco. La terza parte del viaggio
è dedicata alla visita delle Missioni di San Ignazio, Santa
Ana e Loreto. Visitiamo infine la Cooperativa
Rio Paraná e il progetto della Yerba Mate Titrayju.
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Provincia di Corrientes
  
La provincia di Corrientes si trova a sud di
Misiones e confina a nord col fiume Paraná, a ovest con
il fiume Paraguay e a est col fiume Uruguay. E’ una terra
di tradizione “gaucha” dove nasce il ballo folklorico
del “Chamamé”. Visitiamo una zona di lagune
chiamata “Los Esteros del Ibera”, che è stata
dichiarata Riserva Naturale nel 1983 e che ospita una fauna estremamente
diversificata: il coccodrillo (detto Jacaré), il tapiro,
scimmie, e una grande varietà di uccelli. La quantità
di fauna è tale che anche solo percorrendo con una piccola
imbarcazione la laguna, ci si familiarizza rapidamente con gli
animali, che stanno sulle sponde di erba e pietra; gli specchi
dell’acqua, il tappeto dei fiori, il silenzio e il canto
degli uccelli, trasportano in una dimensione naturale assoluta.
Le escursioni iniziano da un piccolissimo paesino chiamato Colonia
Pellegrini dove si trova il centro di interpretazione e informazione
della Riserva. Il personale della Riserva è costituito
principalmente da persone del luogo che prima si dedicavano alla
caccia e al contrabbando di animali protetti: con appositi programmi
di formazione e riqualificazione sono adesso i migliori patrocinatori
della Riserva. L’escursione principale si effettua con piccole
imbarcazioni, preferibilmente al mattino presto o prima del tramonto.
Dal Centro Interpretativo partono vari sentieri che introducono
nell’ecosistema del “monte”, boschi fitti su
piccole colline che provocano un immediato cambio di vegetazione
dove è possibile osservare le scimmie chiamate “carayá”.
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