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Argentina

...osservavo con attenzione e sentimentale stupore quelle lacrime di tango scendere da quella soave pelle danzante al ritmo di passioni consumate e sconfitte
da un cuore adirato...

...quanto spazio
su quel volto di donna argentina
potei scrutare
fra cavalcate di gauchos impazziti d’amore
per quel chiarore di luce
vicino al mio sguardo
rapito
da effetti naturali di spaventosa bellezza
di radure
deserti-
acque perdute
tra piante preziose.

...ed ancora
il candor del condor
che vola alto sull’orizzonte
cabrando dolcemente verso il silenzio del mare
al di là degli alti monti natali
inseguendo quel vento caldo d’affetto
sull’onda dello Zonda

...fin ad arrivar laggiù
ultima terra
rallegrata da antichi fuochi di luce
per perdermi per sempre
fra note sublimi di versi sinceri e amati
che abbraccian questa terra eterna ..come l’aria e l’acqua

come l’ultimo respiro del figlio desaparecido fra le braccia della madre…

Francesco Forestiere, gennaio 2004


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