Racconto di viaggio, Patagonia
Argentina
   
Inizierò dalla fine.
Bello, interessante e anche diverso. Realizzato con la collaborazione
di tutti.
E’ la prima volta che mi capita: una guida che si commuove
quando il gruppo parte.
Paula è stata molto carina con tutti noi (non che Sabrina
sia stata da meno, anzi) e ci piacerebbe rivederla.
Speriamo; in fin dei conti B.Aires è così grande
e noi non abbiamo visto che pochi angoli di una metropoli che
merita un’attenzione più particolare.
Sono sicuro: l’occasione di trovarsi si ripresenterà.
Scorrono i titoli di coda e si ricordano i protagonisti in ordine
alfabetico:
- CARLA: discreta mangiona;
- FRANCESCO: molto rilassato ma anche…picchiato IN testa!;(chiedere
all’autista)
- GRAZIA: molto commossa;
- LINDA: sempre moooolto precisa;
- LINO: molto ….. dulce de lecce;
- PAOLA: molto mangiona;
- ROBERTO: sempre un po’ schizzato ma…meno di altre
volte;
- STEFANIA: molto…….. embarassata.
In regia: SABRINA (brava, distratta sempre molto fiorentina)
PAULA (carina e……piangente)
27/10
Siamo sull’aereo che ci avvicina ad una meta che abbiamo
desiderato da molto tempo. Ancora increduli, un po’ insonnoliti,
ma sicuramente felici di essere arrivati a B.Aires recuperiamo
i bagagli e accolti da una giornata di sole incontriamo Paula;
simpatica nel carattere e semplice nei modi ci terrà compagnia
a B.Aires.
Con Paula partiamo in direzione del nostro albergo (LA OTRA ORILLA)
bellissima casa argentina rimessa a nuovo per ospitare persone.
Il transfer dall’aeroporto è piuttosto lungo ed il
viaggio è reso ancor più lento a causa del gran
traffico che incontriamo per entrare in città.
Le camere sono semplici ma carine e soprattutto pulite. La titolare
è simpatica e…… la colazione è pronta.
Breve spuntino (si fa per dire).
Nel frattempo è arrivata Sabrina; è lei che ci accompagnerà
nel tour.
Usciamo per prendere contatto con la metropoli: fatti cento metri
la polizia ci sequestra il pulmino e quindi, in attesa di un altro
ci dirigiamo a piedi attraversando prima un bellissimo giardino
pubblico (EL ROSEDAL) e dopo con l’aiuto di un mezzo pubblico
raggiungiamo la zona commerciale di B.Aires centro di attività,
pieno zeppo di gente che si muove in ogni direzione.
Pranzo veloce con buona carne (il resto lascia un po’ a
desiderare) a “LA VIEJA ROTISERIA” e riprendiamo il
giro passando dalla “BOMBONERA” stadio dei campioni
del Boca. Lo stadio lo possiamo vedere solo da fuori ma rende
bene l’idea di che cosa possa essere quando è pieno.
Proseguiamo per il quartiere CAMINITO: strada unica nel suo genere
per i murali e la colorazione delle case dipinte con una moltitudine
di colori (rimanenze di vernici che utilizzavano per dipingere
la navi).
PORTO MADERO è invece un centro affari ricostruito con
l’avvento di Menem. Tutto molto nuovo e anche abbastanza
ben inserito nel contesto urbano.
Passiamo per il quartiere ABASTO e visitiamo la casa/museo di
GARDEL musicista/ballerino di tango.
Cena e letto: il sogno argentino comincia a prender forma.
28/10
Trasferimento ad EL CALAFATE in aereo. Fa freddo per il vento
tagliente ma il paesaggio intorno è molto suggestivo. Arriviamo
al nostro residence fatto di piccole abitazioni con un corpo centrale
che funge da reception. Le camere sono ordinate e pulite. Buona
la sistemazione. Una volta sistemati definiamo le escursioni dei
prossimi giorni e quindi optiamo per una camminata verso la laguna
del LAGO ARGENTINO. Sabrina ci illustra la vegetazione e gli uccelli
che sorvolano la laguna stessa. Il vento punge e accentua la sensazione
di freddo. Ripariamo in un bar per bere qualcosa di caldo.
Continuiamo il giro di questo piccolo ma suggestivo villaggio.
Caratteristiche sono tutte le case che sono in larga maggioranza
basse e con tetti aguzzi. L’assetto urbanistico è
in fase di espansione perché ci sono lavori un po’
ovunque. Il centro è pieno di negozi e questo fa capire
che la maggiore fonte di guadagno sia il turismo. Camminare stanca
e fa venire anche appetito. Ristorante UPSALA è il ristorante
dove ceniamo. Semplice ma buono.
29/10
La notte è trascorsa velocemente.
Siamo in attesa del pulmino per il trasferimento per arrivare
al battello che ci porterà ai piedi del ghiacciaio.
Ghiaccio a duecento m.s.l.m. incredibile ma vero.
Il PERITO MORENO ti appare all’improvviso dopo dieci minuti
di navigazione ed è impressionante, bello, azzurro. Un
muro di settanta ottanta metri per una lunghezza……..incalcolabile
ed una penetrazione nell’entroterra di trenta chilometri.
Lo si deve vedere per capire cosa sia perché, detto così,
non lascia sensazione, ma esserci davanti toglie il respiro.
Riflettendo è splendido anche tutto il parco che viene
conservato in modo intelligente.
E’ interessante anche il modo di come il ghiaccio “vive”;
come nasce, cresce e “finisce”per rompersi nel lago
sottostante con dei fragorosi boati.
Ci siamo: ramponi ai piedi si inizia a camminare sul ghiaccio.
Il movimento è così buffo che sembriamo pinguini.
La camminata è lunga e gli scorci sono suggestivi con crepacci,
seracchi e grotte che si formano con il trasformarsi del ghiacciaio
stesso. Siamo sempre tutti in fila e manteniamo costantemente
questo assetto fino a raggiungere il punto di “ristoro”:
whisky on the rock e cioccolata. Meraviglioso quanta energia possa
darti un paio di bicchieri di questo liquido!
Dopo esserci riposati nella baita ripartiamo per vedere il PERITO
da un angolo diverso e cioè da delle passerelle che si
affacciano direttamente sul ghiacciaio. Peccato che si è
messo a piovere con più insistenza, ma il paesaggio è
bello lo stesso.
Rientriamo in hotel per la doccia; cena (con FABIAN e MONIA guide
del ghiacciaio nostri ospiti) e poi a letto.
Sono le 12,35 della notte: davanti a me le immagini della giornata
trascorsa. Anche se la giornata finisce resta tutto nel mio cuore
e nella mia mente.
30/10
Ci svegliamo molto presto per raggiungere PUNTA BANDERA dove ci
aspetta lo scafo che ci porterà fino al ghiacciaio UPSALA
per proseguire quindi all’estancia CRISTINA.
La navigazione è tranquilla ed il paesaggio intorno è
bellissimo con montagna a picco sull’acqua, coperte dalla
neve che ancora copre buona parte di esse. Sulla nave ci viene
offerta colazione e dopo un’ora e mezza si arriva al ghiacciaio
UPSALA. Bellissimo fronte di ghiaccio secondo al mondo per estensione
e portata, Purtroppo non si può scendere ma lo spettacolo
è stupendo lo stesso. Arriviamo all’attracco dell’estancia
per prendere un cammino che dura circa due ore, Gli scorci sulle
montagne e sulla vallata sono bellissimi. Alla fine dell’ascesa
ci aspetta una sorpresa: acqua di fiume, freschissima e buonissima.
Rientro per pranzo all’estancia (buono il vino e l’agnello)
con successiva visita di tutta la fattoria con la sua storia ed
il museo. La barca ci allontana da un luogo che non esiste. Abbiamo
vissuto alcune ore in un sogno e affinché si possa conservare,
un sogno deve rimanere.
31/10
In tutti i viaggi che si rispettino esistono giornate interlocutorie
dove una fetta del mondo che stai visitando ti passa di fronte.
Oggi infatti ci siamo trasferiti a USHUAIA cittadina famosa nel
mondo per la sua posizione estrema. Devo dire che la città
di per sé non entusiasma anzi sembra abbastanza lasciata
a se stessa, ma per il resto (che è poi quello che interessa)
lo spettacolo è eccezionale. Adagiata sulla riva dal canale
Beagle è disordinata nell’architettura ma ci sono
anche case particolarmente colorate che danno vita a tutto il
paesaggio. Arriviamo di pomeriggio in quello che sarà il
nostro albergo per due giorni. La casa è bella e grande
(EZEQUIELE che ci riceve in aeroporto è il padrone di casa.
Simpatico e molto “ganzo” ci mette a nostro agio)
le camere spaziose e calde.
La neve non è lontana: tutte le montagne intorno sono completamente
coperte.
Conosciamo anche la padrona di casa: AMANDA. Bella donna che parla
un discreto italiano.
Organizziamo le giornate ad Ushuaia e usciamo per vedere un po’
quello che ci circonda.
Il freddo è tollerabile ma dopo poco inizia una pioggerellina
fina, particolarmente noiosa. Nel frattempo però la giornata
è giunta al termine e dopo la cena (assaggiamo il piatto
locale: la CENTOLLA – granchio) rientriamo in albergo.
01/11
La navigazione su Canale BEAGLE: fiordo che entra nel continente
e funge da confine tra Cile e Argentina.
La destinazione finale della navigazione è la fattoria
HARBERTON. Il posto è sicuramente molto bello ma, se non
fosse per alcuni pinguini e alcune foche e leoni marini avvistati
lungo la navigazione, la cosa sarebbe abbastanza noiosa e certamente
troppo lunga. Restano tuttavia i bellissimi paesaggi e la natura
incontaminata che si vede.
02/11
Ci trasferiamo in un albergo che ha la vista sulla baia. Molto
bello con belle camere. Più tradizionale come albergo ma
con un proprietario abbastanza strano e fissato. “La casa
delle nappe”.
Abbiamo in programma l’escursione al parco nazionale. Il
parco costeggia il canale e si estende verso l’esterno per
migliaia di ettari. Lorena ci accompagna: dolce ragazza di origine
italiana. Resta con noi per tutto il giorno e ci illustra le varietà
della flora e della fauna che ci sono nel parco. La passeggiata
è abbastanza facile e mano a mano che andiamo avanti ci
si rende conto che qui si è veramente a contatto con la
natura e il tempo purtroppo scorre troppo veloce. Alla fine nel
percorso troviamo Linda e Paola che hanno scelto il cavallo per
fare il giro. Anche questo è un bel modo per venire a contatto
con questo ambiente.
La giornata è veramente intensa: siamo arrivati alla “casa
dei castori”. Escursione che attraversando un campo acquitrinoso
fatto di torba ci porta nel territorio di questi animali molto
riservati. Fortuna che ci hanno dato degli stivali che ci tengono
i piedi asciutti. I castori sono lì a due passi, nel loro
ambiente e continuano a “vivere” la loro vita come
se niente fosse. Sono sicuramente abituati alla presenza dell’uomo
e soprattutto del cane (BUGGY) che ci ha accompagnato per tutto
il percorso: infatti una volta arrivati in prossimità della
tana è lui che ingaggia una sfida fatta di agguati, che
non sortiscono nessun effetto se non quello di ricevere schizzi
di acqua sul naso, provocati dalla reazione del castoro che con
un colpo di coda si immerge, sparisce e riappare per attendere
nuovamente che il cane tenti ancora di prenderlo.
Sembra uno spettacolo costruito.
La serata finisce a cena nella baita dei castori. Brindiamo ripensando
alla bella giornata passata tutti insieme.
03/11
Oggi l’escursione prevede il raggiungimento di CABO S.PAOLO
dove ci aspetta l’oceano.
Il viaggio è abbastanza confortevole. Ci fa compagnia ANDREA
(bionda occhi azzurri fulminanti) che si dimostra simpatica e
disponibile nelle varie spiegazioni.
Ci fermiamo a punta Garibaldi: punto panoramico così denominato
in onore di colui che lo percorse la prima volta. Niente a che
vedere con l’eroe dei due mondi comunque.
Il punto è veramente bello perché, si riescono a
vedere sia il LAGO ESCONDITO che il LAGO FAGNANO. Il vento è
padrone assoluto di questo luogo, anche se la giornata e serena
ed il sole attutisce la sensazione di freddo.
Sosta all’estancia TEPI. Fattoria creata da un medico inglese;
ben tenuta e curata offre ospitalità a chi si trovi sul
passaggio.
Facciamo conoscenza con FELIPE (cucciolo di guanaco) che salta
e ci viene incontro dal suo recinto non appena ci avviciniamo.
La sosta è particolarmente gradita, visto che ci viene
offerto il pranzo.
Breve relax nel soggiorno che si affaccia sui campi che circondano
la fattoria e da dove non vorresti mai venir via. Caminetto acceso
e la compagnia di un buon bicchiere, non fanno che aumentare la
sensazione di dispiacere quando risaliamo sul pulmino.
Arriviamo a Cabo S.Paolo con l’Oceano Atlantico di fronte.
La bassa marea favorisce una camminata con la quale ci addentriamo
per molti metri dentro l’acqua; l’oceano sbuffa a
poca distanza dai nostri piedi, per il vento che soffia forte
da terra.
Strana sensazione.
Spariamo foto ad un relitto di nave, incagliato nei pressi e ripartiamo.
Sulla strada del ritorno, sosta con merenda all’estancia
Tepi e rientro al paese delle nappe. Buonanotte!
04/11
Oggi partiamo per la Penisola VALDES ed il giorno di trasferimento
scorre abbastanza lentamente. Cogliamo l’occasione per comprare
alcuni ricordi e decidiamo di visitare i musei che esistono nella
città: il Museo della Fine del Mondo (timbro sul passaporto)
con la Prigione e il Museo Etnico.
Si è fatta ora per il trasferimento. Il viaggio per TRELEW
non è lungo; è lungo arrivare al Parco della Penisola
VALDES. Arriviamo infatti a notte fonda dopo tre ore di viaggio
a PORTO PIRAMIDES. Breve ricognizione alla spiaggia con Francesco
e Sabrina (non siamo riusciti a sentire le balene ma è
stato bello lo stesso) e poi a letto.
05/11
Sarà sempre una grande emozione ricordare questo giorno
nel quale abbiamo incontrato un mammifero del quale non se ne
intuisce forza, capacità, bellezza fino a che non ci sei
naso a naso. La balena, anzi, la BALENA FRANCA, ci accoglie nel
suo ambiente come se ci fossimo dati appuntamento in un punto
preciso dell’oceano. Forse il sistema è un po’
invasivo è vero, ma, quando sei lì in mezzo non
vorresti mai venire via.
Imbacuccati in delle incerate gialle, salvagente arancioni, saliamo
su un semirigido che entra in acqua trasportato su ruote da un
trattore modificato per spingerlo fin dove il motore riesce a
pescare in acqua.
La giornata è bellissima: sole senza vento. Inizia l’avvistamento:
prima due, poi altre due, un’altra ancora e infine altre
due. Normalmente sono femmine con il loro piccolo che stupendamente
ci nuotano intorno allo scafo. Si immergono e riemergono, sbuffano,
si girano pancia in su, muovono la pinna, alzano la coda quando
si immergono, insomma sembra quasi che recitino una parte in uno
spettacolo nel quale te sei lo spettatore.
Stiamo in mare un’ora e mezza e se non fosse perché
non siamo noi a pilotare, saremmo ancora là.
Restano “solo” le foto a testimoniare la favola di
un bella mattinata che ricorderò sempre con grande felicità.
Partiamo per PUNTA DELGADA: splendido luogo dove incontriamo foche
e leoni marini fermi al sole. Altri avvistamenti a CALETTA VALDES
e per finire la giornata ritorniamo al MIRADOR DI PORTO PIRAMIDES
da dove si apre uno scenario splendido sul mare aperto e dove
in lontananza si scorgono gli sbuffi e i giochi delle balene con
i loro piccoli.
06/11
Dopo la giornata passata in compagnia delle balene, ci aspetta
ancora un emozionante incontro con un altro simpatico abitante
della zona: il PINGUINO MAGELLANICO. Alto non più di cinquanta
centimetri si trova in una riserva (PUNTA TOMBO) dove arriva per
riprodursi.
Siamo i primi ad arrivare non c’è nessuno e l’emozione
di camminare in mezzo a questi piccoli esseri è forte.
Anche qui si invadono un po’ troppo i loro spazi; infatti
spesso dobbiamo fermarci per non intralciare la loro marcia dal
nido al mare e viceversa. Non c’è attività
frenetica perché le uova sono ancora chiuse ma, ad ogni
modo, è bello vederli nel loro ambiente e guardarli mentre
si prendono cura del nido, delle piume e fanno il bagno.
Salutati i simpatici e piccoli amici, prendiamo la strada per
RAWSON capitale del CHUBUT. Cittadina “nota” per il
carcere di massima sicurezza. Visitiamo il museo paleontologico
MEF di EGIDIO FENUGIO. Ben organizzato e veloce illustra la modificazione
della Patagonia attraverso le ere.
Dopo una sosta al museo delle Balene di TRELEW facciamo ritorno
alla base dove arriviamo per cena.
07/11
Come ultima escursione partiamo alla volta di PUNTA NORTE dove
c’è una riserva di leoni marini. Anche se di “sultani”
veri e propri non se ne vedono il posto è molto bello.
Gli animali possono stare in tranquillità perché
molto isolati.
Incontro ravvicinato con un piccolo armadillo e ripartiamo alla
volta di CALETTA VALDES dove vediamo altri leoni ed un incontro
(anche se a distanza) con un gruppo di orche.
Rientro a PORTO PIRAMIDES e incontro con CACO, rappresentante
della comunità di Porto Piramides ed il suo Sindaco ALESANDRO.
La chiacchierata è molto interessante e ci fa capire quanti
problemi debbano affrontare gli abitanti di questa piccola comunità.
Fortunatamente il governo centrale ha riconosciuto la municipalità
e questo nel tempo penso possa far cambiare un po’ le cose.
08/11
Un bel sole all’orizzonte saluta la nostra partenza da P.PIRAMIDES
alla volta di Trelew da dove prenderemo l’aereo per B.AIRES,
ultima tappa prima del rientro.
L’albergo è il CRISTOFORO COLOMBO: buon albergo nel
quartiere PALERMO.
Paula ci accompagna da “PIPPO” antico ristorante dove
si incontravano esponenti reazionari al regime militare. E’
RICARDO prof. di storia che ci racconta le vicende del suo paese
per come le ha vissute e cosa fanno nella scuola dove insegna
per cercare di dare valide alternative ai ragazzi che la frequentano.
Il progetto ruota attorno ad una panetteria che funziona all’interno
della scuola insegnando così come si lavora e come si gestisce
il denaro che si ricava.
Il lavoro ancora da svolgere è enorme perché anche
i problemi causati dalla crisi del 2000 sono giganteschi e molti
quartieri sono veramente alla disperazione e nell’emarginazione
più totale. Il prof. è comunque fiducioso che la
situazione possa migliorare. Lasciamo Pippo per recarci ad un
incontro presso la LEGA (mov. per i diritti umani). L’avvocato
vice presidente ECTOR dipinge il quadro della situazione fornendo
la versione di cosa succeda oggi nel paese. E’ la polizia
che perpreta le azioni criminali sparando a chiunque ed incarcerando
senza validi motivi.
Il movimento sta seguendo numerosi casi e cerca di dare assistenza
giuridica a tutti. Lavoro improbo e “pericoloso” che
si scontra con difficoltà di ogni genere.
A questo punto il ns. percorso vede l’incontro con MERCEDES
che gestisce un negozio del “commercio ecosolidale”;
manufatti di etnie indigene argentine che sono aiutate da queste
ONG per venir fuori dall’emarginazione e dalla miseria nella
quale sono stati messi dalla colinazzazione.
Andiamo a cena da FILO dove mangiamo una buona pizza e dopo in
una MILONGA: sala da ballo molto bella per l’ambiente ma
soprattutto per la gente. Quando arriviamo la sala è tranquilla:
alcuni provano i passi altri guardano. Alle una la sala è
piena e la gente balla un tango dietro l’altro.
Bello, veramente affascinante l’atmosfera ed il luogo.
09/11
La nostra ultima giornata inizia con una visita ad una fabbrica
recuperata INPA LA FABRICA CIUDAD CULTURAL dove viene lavorato
l’alluminio; la visita è abbastanza interessante.
Le condizioni di lavoro sono comunque pessime e le situazioni
di pericolo che ne scaturiscono sembrano evidenti. Tutti lavorano
senza maschera protettiva, scarpe antinfortunistiche, senza cuffie
e i caschi protettivi sono rarissimi. Lavorano 150 persone con
molta manualità, ma d’altronde diversamente e con
un metodo più moderno tutto questo non esisterebbe. C’è
anche un consultorio medico un centro ascolto anziani ed una scuola
che assiste gli operai per la licenza superiore. La cosa nella
sua “precarietà” funziona. Usciamo per andare
a vedere la tomba di EVITA al cimitero monumentale di B.Aires.
Il pomeriggio giro per completare gli ultimi acquisti poi cena
da LA PAYUCA per mangiare buona carne.
Domani si ritorna in Italia
Roberto Petrolito, ottobre 2004
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Notes
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