Diario di viaggio in Patagonia
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Cara Sabrina eccomi qui. In libreria ho trovato un
libro di Daniela Padoan (giornalista italiana) intitolato "Le
pazze un incontro con le Madri di Plaza de Mayo" edizioni
Bompiani. L'ho letto tutto d'un fiato, mi sono commossa, ho pianto
per la forza straordinaria che queste donne già anziane
riescono a trasmettere e subito sono tornata a quel giovedì
di febbraio trascorso con loro, alle loro parole.
Tutti gli incontri avvenuti durante il viaggio sono racchiusi
nel mio cuore e mi danno coraggio!Ecco il mio diario...
31 gennaio 2005 in aereo tratta Francoforte
- Buenos Aires
Comincia il viaggio, sarà una scoperta continua e una ricerca
dell'anima.E' talmente sconfinato il sogno che si sta realizzando
che ho un po' timore di scoprire che non è la realtà."Tutto
ciò che vivrai intensamente rimarrà nel cuore e
nella mente"
1 febbraio 2005 h 7.20
Manca poco all'atterraggio, finalmente Argentina!
h 21.45
Strano arrivare e trovare alberi verdi, cielo azzurro e fiori
a volontà! Buenos Aires: ricettacolo di stili diversi,
forti contrasti, impressione di varietà e colore,impatto
positivo. Le persone mi sembrano cordiali e accoglienti.
2 febbraio 2005 h 17.50
In volo per arrivare a Ushuaia: ci sono alcune nubi, non vedo
l'ora di arrivare a destinazione. Spalanco gli occhi, le mani,
la mente, il cuore per accogliere tutto ciò che sorprende,
meraviglia per poi farne tesoro e forza per continuare il cammino.
Sono contenta.
3 febbraio 2005
Canal Beagle, parte ovest.Camminata nel Parco Natural Tierra del
Fuego: 13 km tra baie, bosco, torbal.
Vento forte che spira implacabile, piega gli alberi, li modella
ed è l'essenza del respiro della terra. Un continuo altalenarsi
di emozioni tra libertà, immensità e divenire continuo.
Poi collinette dolci con fiumi che scorrono, conigli selvatici
e paesaggi incantati da fiaba; nuvole che si rincorrono nel cielo
e sono consapevole di essere piccola, molto piccola rispetto al
creato!Il silenzio tra le piante del bosco, l'armonia con la natura:
sono felice, emozionata.
Ezechiele, Amanda: ogni persona una storia, una vita.
4 febbraio 2005: Navigazione Canal Beagle (parte est)
Incontro ravvicinato con gli animali selvatici: cormorani, leoni
marini, albatros, gabbiani.vista di Ushuaia da lontano.
Nel pomeriggio visita ad una castorera. Camminata nella torbiera
tra erica e piante aromatiche. La flora forma un tappeto morbido
dove camminare rilassa la mente e il corpo. Colori del tramonto
molto vivi, accesi; le montagne intorno come sentinelle che vegliano
sulle distese di acqua e di terra. Silenzio intorno rotto solo
dal rosicchiare dei castori, la vita che scorre dentro, il tempo
che si dilata all'infinito, il cielo azzurro...
Dopo cena a casa di un ragazzo cantautore molto ospitale, diretto
e semplice.Musica sud americana.
5 febbraio 2005 h 14.55: aereoporto di Ushuaia
Goodbye Tierra del Fuego, grazie per la sensazione di estrema
libertà e pace. Il mondo viaggia ad una velocità
forsennata, mentre qui è così lento per assaporare
tutte le sensazioni che il paesaggio ispira.Paese da vivere e
da visitare con lo zaino in spalla.
h 18.50
Arrivo a El Calafate nel mezzo della meseta patagonica. Domani
finalmente il ghiacciaio!
6 febbraio 2005 h 20.20
Appena tornati dal PN Los Glaciares, c'è ancora il sole,
il cielo è blu.Giornata indimenticabile e spettacolare.
Le torri del ghiacciaio Perito Moreno che si stagliano contro
il cielo, l'acqua del lago Argentino che scorre e accoglie i pezzi
di ghiaccio che cadono con frastuono dal fronte del ghiacciaio,
toccare il ghiaccio con le mani, guardare il colore dei crepacci,
le sfumature, l'acqua che spacca il ghiaccio e corre verso il
lago.Trekking sul ghiacciaio: una favola!
Le guide del trekking gentili, disponibili: gli argentini sono
persone semplici, sicuramente meno complicati di noi italiani.
Lo spettacolo del ghiacciaio è veramente mozzafiato ed
è un'esperienza che affina tutti i sensi, che colpisce
la mente, il cuore, gli occhi. Immergersi in un mondo a parte
colorato di azzurro, bianco, verdognolo e lasciare che i pensieri
vaghino liberi.
E' stato uno spettacolo indicibile, meraviglioso, che avrò
nel cuore tutta la vita e quando sarò triste, mi ricorderò
della sensazione di assoluta libertà che incutono questi
paesaggi, questi luoghi e riprenderò a sognare certa che
tutto sarà parte di me!
Vorrei essere una foglia e lasciarmi cullare da questo vento patagonico,
attraversare la meseta, immergermi nei colori più vivi
e contrastanti dei laghi, abbracciare gli alberi, la terra, sentirmi
viva e piccola davanti all'immensità.
7 febbraio 2005
Il ghiacciaio Upsala è una meraviglia imponente: giganteschi
iceberg galleggianti e di ogni forma nel lago Argentino, una cascata
bellissima, il condor. Ancora una volta è tutto al di sopra
di ogni aspettativa.
Mi sento benissimo, in completa armonia con la natura. L'infinito
dentro e fuori di me:Grazie.
8 febbraio 2005 h 10.20
RN40 "Carretera Austral" strada dei ribelli, di chi
viaggia in moto. Rigorosamente sterrata, polverosa ma bella: la
mente vaga verso orizzonti infiniti, nuvole colorate di ogni forma.Cielo
patagonico azzurro, sole alto, vento implacabile, luoghi sempre
più affascinanti e tra poco: El Chaltèn, Fitz Roy,
Cerro Torre, montagne mitiche, sacre.
El Chaltèn è un villaggio tipo far west, con un'energia
speciale nell'aria, base per ogni spedizione al Fitz Roy o Cerro
Torre che fanno da sentinelle a questo luogo sperduto e flagellato
dai venti, ma così affascinante!
Camminare da sola nel bosco con la luce del sole che illumina
il paesaggio circostante, il rio Fitz Roy che scorre, gli uccelli
del bosco: una vera magia.
10 febbraio 2005 h 10.55
Purtroppo non sono andata alla laguna Torre per una reazione al
sole.Sono ad una cascata Chorillo del Salto in mezzo al bosco.
Ora sono sdraiata sotto un albero e sto godendo di questa pace,
sono in contemplazione: sentire la musica del vento tra gli alberi
è una melodia di pace e armonia; la natura parla, basta
saperla ascoltare.
Ieri camminata lunga alla laguna de Los Tres e laguna Sucia, alla
base del Fitz Roy.Spettacolo della natura, contrasti di colore,
cascate, paesaggio infinito.Ancora una volta la Patagonia si è
mostrata in tutto il suo fascino ed è molto al di sopra
delle aspettative!Mai avrei pensato di poter fare trekking sulle
Ande, invece eccomi qui...è veramente un sogno! Mi sento
a casa e penso che un angolo di cuore lo lascerò qui e
un angolo di cielo patagonico lo porterò sempre con me.
Ieri sosta al camping Rio Blanco, campo base per le spedizioni
di scalatori.Se penso che anche molti italiani sono passati di
qui...che emozione. Forse è l'uomo che sfida la montagna
perché ha sempre bisogno di mostrare le sue capacità,
potenza, forza; la montagna rimane in ascolto, aspetta, si scatena
ma è sempre magica.
Mi rendo conto che siamo molto fortunati perché alcuni
scalatori aspettano giorni prima di trovare le condizioni favorevoli
alla scalata, mentre noi 3 giorni di bel tempo e le vette mitiche
si sono sempre viste.
11 febbraio 2005
Stamane partenza da El Chaltèn h 5 per raggiungere Caleta
Oliva nel pomeriggio h 19.10.
Piove mentre imbocchiamo la RN40 e poi deserto, steppa patagonica
attraversata da guanaco e nandù.
Giornata deludente: dopo quelle bellezze naturali arrivare in
questo porto petrolifero con l'aria densa di gas, cielo nuvoloso,
oceano mosso... Forse incontrare questi contrasti forti serve
per capire la realtà, ma che sofferenza!
12 febbraio 2005
Visita al Bosco Pietrificato, un paesaggio lunare, bellissimo,
desertico. Colori vivi, nuvole viaggiatrici nel cielo blu cobalto,
spazi infiniti mai visto qualcosa di grandioso! Tramonto spettacolare
sulla ruta 3 e avventura: si è fermato il pulmino dove
viaggiavamo, arrivo a Trelew alle 4 di notte.
13 febbraio 2005
Arrivo a Puerto Piramides, Peninsula Valdes, patrimonio dell'umanità.
Impressionante il recupero delle barche nell'oceano effettuato
con i trattori e poi trainate fino ai punti di sosta.E' veramente
pietoso vedere come una zona dichiarata parco naturale e patrimonio
dell'umanità venga sfruttata e distrutta. Il traino delle
barche distrugge l'ecosistema marino delicatissimo!
Cena in un locale tipico.conosciuto il sindaco Alejandro, parlato
del traino delle barche.
PS.In Italia ho scritto al WWF per denunciare il fatto, non ho
avuto risposta.
14 febbraio 2005
Una volta partiti da El Chaltèn, le mie energie si sono
spente, ho patito tantissimo il cambio di paesaggio, preferisco
le mie amate montagne.Stamattina da Puerto piramides siamo andati
a punta Norte per avvistare leoni marini, pinguini, ho visto un
armadillo. La pioggia ha rabbuiato il paesaggio, ma l'Atlantico
mosso è impagabile: massa d'acqua che si muove, respira,
continua a lambire le rive.
16 febbraio 2005 Buenos Aires
Ed eccoci in città, al cuore del viaggio :incontri con
le realtà del posto.
Fabbrica di alluminio occupata ed è anche un laboratorio
teatrale, di ceramica, ed altri corsi.
Nel pomeriggio incontro con Jorge, rappresentante della comunità
Mapuche. Ha illustrato le difficoltà quotidiane, la lotta
per essere riconosciuti come popolo nativo, la loro spiritualità.
e' una persona molto carismatica, quando mi ha stretto la mano
ho sentito un'energia fortissima! Una persona tranquilla, chiara
ma determinata. Ad ottobre ci sarà un incontro internazionale
di tutte le popolazioni native d'America, dall'Alaska all'Argentina
per chiedere che i governi riconoscano la loro presenza e la loro
storia e ci siano leggi che li tutelino. E, come al solito, le
ferite che l'uomo occidentale ha inferto durante la colonizzazione
con la presunzione di essere superiore ai popoli che ha incontrato,
sono tremende.
17 febbraio 2005 h 9.55
Un'altra magnifica giornata di sole,un'altra esperienza argentina.oggi
incontro con le madri di plaza de Mayo.Ieri sera abbiamo salutato
Sabrina, mi dispiace, per me il distacco è sempre difficile!
h 20
L'incontro con le madri è stato una guerra emozionale.molto
forte la loro lotta, le loro convinzioni, iloro valori!Nonostante
l'età sono pronte a cambiare il mondo,ad educare ai diritti
umani,per non dimenticare.Ho pianto molto di commozione, di profonda
condivisione di quei valori.
20 febbraio 2005 volo di ritorno
E' stato un viaggio bellissimo, colmo di emozioni, riflessioni,
contraddizioni, speranze.Ci vorrà del tempo prima di capirne
gli effetti, prima di mettere a fuoco la percezione degli spazi
immensi della Patagonia. Ma la cosa importante è rendersi
conto delle difficoltà della gente comune, dei popoli non
riconosciuti, dei bambini che stanno male, che cercano cibo nella
spazzatura. Continuare a sperare, a lottare per un mondo migliore,
essere solidali con tutti, colmi d'amore per i più deboli,
sporcarsi le mani e lavorare sodo perché gli ideali non
vadano persi ma si trasformino in opere concrete.
Grazie infinite per questo viaggio, per le persone incontrate,
per i paesaggi...nulla andrà perduto, tutto mi aiuterà
a vivere meglio.
"Giovane viaggiatore dimentica le
stanchezze del viaggio,
procedi con coraggio!
Non spegnere nell'anima la luce del tuo cammino."
Tagore
Così termina il mio racconto di viaggio, ...a presto un
abbraccio Daria
Daria, agosto 2005
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