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Racconti di viaggio

- B.A. primo approccio

Buenos Aires vista attraverso la linea storica, puntuale e tagliente al tempo stesso, di Riccardo.

La sua rigorosa traccia trasudava, trattenendo a fatica, la passione di una lotta in cui continua a credere. Buenos Aires attraverso i trentamila e la fatica di parlarne. Attraverso i suoi occhi lucidi alla mia domanda ‘com’era esserci dentro?’. La paura emergeva ancora forte. Sempre Buenos Aires attraverso i suoi contrasti forti e invitanti. Voglia di scoprirla ancora: i suoi angoli popolari e l’hi-tech tan feo, ma mica tanto. Orgoglio, tanto orgoglio che emerge nei racconti di chi si schiera e di chi preferisce tacere.


Ushuaia: Radio Activa 98.9 Mhz

Inutile, il cielo è più basso. O ci affonda in quel fin del mundo. Terre che emergono ma sembrano mobili come iceberg a secondo di come cambi la luce. Cielo psicosomatico prospettico. Dover emerge visivamente quella terra schiacciata ai suoi estremi, in quel senso di cielo che si butta in una fuga prospettica verso-non-si-sa. Quante volte può cambiare il tempo durante un trekking nel parco della Tierra del Fuego? Mille almeno. Piove costantemente a dirotto invece l’ultimo giorno della nostra permanenza a Ushuaia quando, fuori programma, andiamo a visitare Radio Activa 98.9 Mhz. Ci si sta appena nel piccolo studio all’interno di un edificio dall’apparenza precaria con il suo cemento a vista e un che di incompiuto. Si percepisce aria di musica ribelle, di radio libera, mentre nella testa mi riecheggia Finardi “Amo la radio perché arriva dalla gente, entra nelle case, ci parla direttamente. Ma se una radio è libera, ma libera veramente, piace ancor di più, perché arriva dalla gente”. Combacia con la descrizione della radio che ci fa Silvio, fondatore, ispiratore e oggi sottosegretario alla cultura della provincia di Ushuaia: radio non commerciale, non di sola comunicazione unilaterale, ma di stimolo, dando voce alle organizzazioni sociali, ai vecinos del barrio, organizzando attività culturali. Il poster d’antan che riprende Brassens, Brel e non so più chi, tra sigarette, vino e voci roche (da immaginarsi), riporta a tempi per me molto lontani. Quando si parlava di politica, di impegno, di lotta. Quando il termine ‘popolare’ aveva un significato molto meno dispregiativo. Un salto nel tempo per noi. Per loro, due anni di attività che hanno portato ad incidere concretamente sulla politica locale, alla formazione di un gruppo di sostegno, di una rete sociale fatta di persone con interessi e obiettivi comuni. Con la voglia di condividere. Mi suona così familiare e così lontano al tempo stesso. Però hanno intervistato me e Sabrina. E questo è stato del tutto nuovo per me.

Paola Picco, Novembre 2007La coda di balena

- La coda di balena

Non l'ho ancora metabolizzata bene sta’ patagonia, essendomi scontrata subito al rientro con quest'aria natalizia che mai come quest'anno mi sembra così....poco natalizia!

Voglio solo citare Chatwin che a proposito dei miei amati pinguini di magellano scrisse della lunga discussione avuta con un ornitologo a proposito della possibilità di avere anche lui, come loro, un itinerario di viaggi tracciato sul suo sistema nervoso centrale:questa come unica spiegazione della sua folle irrequietezza. Inutile dire che avevo capito subito d'avere qualcosa in comune con quegli adorabili animali.

Sono partita per la Patagonia con negli occhi le classiche immagini di ghiacciai e strade polverose, e nella mente le parole appasionate e sofferte lette in un libro di Jovanotti in versione ciclo-viaggiatore. Mi sono goduta i boschi (appasionandomi anche di botanica) e il ghiaccio,ma è stato attraversando la Ruta 40 che mi sono sentita dove volevo arrivare. Per alcuni, solo un noioso e obbligato trasferimento, per me, un cielo senza confini e un interminabile distesa di un "niente" così affascinante da tenermi con gli occhi incollati al finestrino per ore. Senza stancarmi. Senza mai sembrarmi monotono. Questo era quello che cercavo e che non mi ha deluso. Ma forse il momento più emozionante del viaggio è stato quando, con un vento così gelido e così forte da dover piantare i piedi nella sabbia per non esser trascinata via, ho visto spuntare dall'orizzonte la prima coda di balena della mia vita. Quel balletto così inaspettatamente aggraziato, tra spruzzi, schizzi e tuffi mi è rimasto negli occhi a lungo, ancor adesso se li chiudo.

E la coda della balena, è diventata il simbolo del mio viaggio.

Baci ....e tu?? e comunque è stato un piacere viaggiare con te.

Sara, dicembre 2007


- MiniTrekking al ghiacciaio Perito Moreno

Incluso nel viaggio Argentina- Patagonia c’è l’esperienza di passare una giornata nel ghiacciaio Perito Moreno. Questo si trova vicino a Calafate, pero in una zona isolata ma molto ben raggiungibile dall’autobus. Il ghiacciaio sembra una montagna ricoperta di ghiaccio completamente bianca e suscita un’emozione impressionante. La temperatura è fredda e molto ventosa. Malgrado queste condizioni, grazie all’aiuto delle guide che offrono una collaborazione pressoché perfetta, infondendo fiducia e sicurezza e con i consigli della nostra coordinatrice è possibile fare un’escursione molto affascinante. Camminando con delle speciali attrezzature dette ramponi che consentono di non scivolare sul ghiaccio, il percorso è accessibile a tutti, anche alle persone che come il sottoscritto non hanno mai fatto attività di montagna o di sci. L’esperienza è molto bella, ti consente di avere un impatto vero e genuino con la natura, di scoprire posti dove non è mai esistito l’inquinamento. Ho visto molto gente salire e scendere il ghiacciaio perché giustamente il sentiero molto importante e affascinante. Abbiamo inoltre fatto come “contorno” una escursione in barca e una passeggiata nel parco. E’ stata una giornata meravigliosa e ne conservo un ottimo ricordo. Colpisce anche l’organizzazione argentina e la sensibilità nella pulizia e nell’ordine di questi posti, una bella esperienza per chi comete in Italia fa i conti con lo smog e l’inquinamento!

Massimo Brusadelli, novembre 2007


- Commenti di viaggio

Ciao, come promesso, ti invio alcune brevi considerazioni. Probabilmente, non rappresentano un contributo significativo; in ogni caso leggile in filigrana come un grazie ulteriore per il lavoro che hai svolto prima e durante le tre settimane di viaggio. L'itinerario mi è sembrato piuttosto ben strutturato tenendo conto dei tempi ristretti a disposizione e della inesorabile vastità del paese. Personalmente, non mi sarebbe spiaciuto sostare un giorno in più da qualche parte nella steppa patagonica ed ho comunque molto apprezzato la tua decisione di viaggiare in modo tale da evitare il soggiorno in una estancia. (oltre tutto le albe sono una delle cose che mi entusiasmano). Non potendo aumentare la durata del viaggio si potrebbe far quadrare il tutto "rubando" il giorno libero di Buenos Aires, ma immagino che questo rappresenti un problema. Sarebbe, a mio giudizio, un peccato sottrarre tempo alla zona dei ghiacciai e soprattutto ai dintorni di El Chalten . Non sottrarrei un giorno neanche a Penisola Valdes: Puerto Piramides sarà " disordinata" , ma i paesaggi sono talmente belli anche sotto la pioggia... Una domanda: la distanza fra Ushuaia e Calafate è colmabile via terra in tempi ragionevoli? Te lo chiedo perchè penso sarebbe un pezzo di itinerario estremamente interessante anche se, probabilmente, eccessivamente oneroso in termini di tempo di percorrenza. Circa Buenos Aires, avrei preferito che il pomeriggio in pulmino si svolgesse con mezzi pubblici: certo sarebbe stato più faticoso ed impattante, probabilmente meno efficiente. La mia è un'osservazione che non tiene conto di molti aspetti e questioni e,comunque, il giro in pulmino oltre che comodo è stato anche decisamente piacevole. Per quanto riguarda gli incontri che ci hai proposto, mi sono sembrati tutti piuttosto interessanti: come dimenticare, per esempio, la visita alla scuola di Moron e l'incontro con la signora Ramacciotti. Mi aspettavo qualcosa di più dalla visita alla fabbrica recuperata , ma forse sarebbe bastato un ospite più loquace o magari maggiore attenzione da parte mia. Circa il giovedì a Buenos Aires, mi pare sia giusto segnalare come la fatica sia stata ampiamente ripagata dalla qualità degli incontri: sarebbe stato un peccato ometterne qualcuno. Sono stato anche favorevolmente colpito dalle persone che ci hanno accompagnato per qualche tratto del nostro viaggio. Mi riferisco in primo luogo a Riccardo, ma non posso omettere in questo breve elenco l'ineffabile Jorge ed il ragazzo che ci ha guidato nei parchi di Ushuaia e del quale, ora, non ricordo il nome(Osvaldo). Ho trovato anche molto ben scelti i luoghi dei nostri pernottamenti. Anche qui, come dimenticare l'ipercromatica e ospitalissima pensione a Camarones? Nulla da ridire, infine, circa la coordinatrice: sarebbe potuto andare peggio! A parte gli scherzi, credo non sia facile svolgere un lavoro come il tuo: oltre a gestire le relazioni con i singoli soggetti, ci sono le dinamiche di gruppo, la comprensibile ansia di dare contenuto e senso alle cose che fai, lo sforzo per rendere edibile il tutto; insomma, una cosa non da poco. Nel nostro caso, mi sembra te la sia cavata abbastanza bene riuscendo perfino a non passare a vie di fatto legalmente punibili. Ineccepibili le tue capacità organizzative. Termino qui queste povere note che mi sembrava giusto inviarti. In una prossima mail ti invierò anche le famose (sic) risposte o almeno qualcosa di simile. Spero tu stia bene sotto ogni punto di vista. Accetta un caro saluto.

Gabriele, dicembre 2007


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