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Il Delta del Paraná e Bonanza Deltaventura

Delta del Tigre

A quasi 30 chilometri a nord dalla città di Buenos Aires troviamo il delta del fiume Paraná. Si tratta di un fiume dalle dimensioni impensabili: nasce in Brasile e percorre 4200 chilometri per poi dividersi in migliaia di piccoli e grandi fiumi (350!) separati da isolette formate dai depositi di fango portato dal Paraná stesso. Il delta che si forma in questa maniera ha un’estensione di più di 20.000 chilometri quadrati e non sbocca direttamente nel mare ma in un altro fiume, il Rio della Plata, che separa la Argentina dall’Uruguay e arriva infine all’oceano Atlantico. Il delta è costituito da vari ecosistemi: il bosco, le paludi, i laghi ed ospita molte specie di uccelli e animali selvatici. I primi abitanti della zona sono state le popolazioni Guarani.

Dalla conquista spagnola fino ai nostri giorni, il delta è stato il centro di varie attività economiche, dallo sfruttamento del legname, alla coltivazione di frutta e fiori, fino al turismo dei nostri giorni.

Delta del Tigre

La costa tra il Rio de la Plata e il fiume Uruguay, fino al Arroyo Ñancay è da sempre quella più abitata e dove attualmente si concentrano le attività turistiche. Questa zona si chiama delta inferiore, o Prima Sezione, dipende dalla città di Tigre ed ha i suoi confini naturali nei fiumi Río Luján, Canal Arias, Paraná de las Palmas e Río de la Plata. É la Sezione più popolata: ci sono scuole, un pronto soccorso medico, un commissariato di polizia e la polizia navale, distributori di carburante, “negozi galleggianti” su barconi che “molo a molo” vendono le loro mercanzie. La stazione fluviale di Tigre è il centro di comunicazione più importante. Da qui partono e arrivano le barche per il trasporto pubblico delle persone alle varie isole. In questa zona ci sono vari centri per gli sport acquatici, ville lussuose e hotel che rimangono a testimoniare l’epoca d’oro del delta, nella prima metà del ‘900. Il paesaggio è stato completamente modificato dall’uomo e alle piante della vegetazione autoctona sono state sostituite piante tropicali ornamentali, salici piangenti e pini esotici per rafforzare gli argini delle isole.

Quasi al limite di questa zona, a un’ora di navigazione dalla stazione fluviale sul fiume Carapachay, si trova l’agriturismo di “Bonanza Deltaventura”, circondato da 60 ettari di terra che includono in parte vari ecosistemi autoctoni e in parte zone lavorate. Rosana Di Mecola, che è la ideatrice di questo innovativo progetto di turismo, fin da piccola ha passava le sue vacanze nel Delta, dove i suoi nonni paterni di origine italiana arrivarono nel 1946 e si installarono in una fattoria coltivando alberi da frutta e verdura. Nel 1971 il padre, Osvaldo compra la proprietà attuale, Bonanza, un casa che risale al 1898 che si trovava quasi abbandonata. Con molto lavoro e molta passione, restaura la casa e i terreni circostanti, dedicandosi alla coltivazione di salici e pioppi, venduti poi all’industria della carta. È da qui che nasce l’entusiasmo, che Rosana condivide coni suoi ospiti proponendo varie attività, che consentono di vivere momenti immersi nella natura e nella cultura del posto.
“Bonanza” vuole dire: buono, benevolo, tranquillo, prospero… però significa anche “camminare felicemente in ciò che si desidera e si apprende”.
Bonanza Deltaventura fa parte di due associazioni: TodoDelta e Delta Natural, che riuniscono vari operatori turistici e produttori locali. Le associazioni hanno come fine la promozione turistica, la conservazione ambientale e il coinvolgimento diretto della popolazione locale nelle attività turistiche, facilitando in questo l’economia locale, la conoscenza e il rispetto reciproco.
Si arriva facilmente da Buenos Aires con il treno alla località di El Tigre, in meno di un’ora, ci imbarchiamo sulla lancia collettiva dalla stazione Fluviale, percorrendo il ro Carapachay per 13 km. Durante la navigazione percorreremo i canali circondati dalla vegetazione subtropicale. In Bonanza Deltaventura è possibile sentirsi come un isolano verace. Come prima attività si propone una camminata attraverso sentieri che permettono di conoscere i diversi ecosistemi; sono poi a disposizione cavalli per spingersi un po’ più lontano e le canoe per assaporare ogni dettaglio della vegetazione e degli uccelli portati nel silenzio del fiume. Ci si può poi fermare per la notte nella casa storica, un edificio del 1898, le stanze hanno una vista molto gradevole sui canali e sulla natura, che si integra con la tranquillità del posto; il mangiare è assolutamente casereccio, a base di ingredienti locali.

Al rientro è possibile fermarsi alla città de El Tigre per visitare il mercato dell’artigianato del Porto della Frutta e il Museo dell’Arte situato nel museo dell’antico casinò.

Delta del Tigre