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Patagonia andina

Andando verso ovest, in prossimitá della catena montuosa delle Ande, il paesaggio cambia rapidamente in pochi chilometri passando dalla steppa ai boschi in una zona di transizione di grande biodiversità, chiamata “ecotono”. La Patagonia Andina si caratterizza per la presenza di catene montuose con vette che arrivano a 3’500 m, abbondanti precipitazioni, fiumi, laghi, boschi e ghiacciai. Il bosco comprende varie specie tra le quali il cohiue, il cedro, pehuenes, ñires, lengas, radales e notros. La sua carta di presentazione a nord è il vulcano Copahue e il lago Caviahue. Scendendo si trovano i parchi nazionali Vulcano Lanin, il Nahuel Huapi, primo parco nazionale dell’Argentina, fondato dal Perito Moreno, Los Arrayanes, Lago Puelo e “Los Alerces” più a sud. Il clima varia da temperato a freddo con precipitazioni che diminuiscono da 4000 a 1000 mm in meno di 50 km, in direzione ovest-est. Da Sud a Nord troviamo i paesi di Esquel, El Bolson, Bariloche, capitale tradizionale del turismo della Patagonia, San Martin de los Andes, Alluminé, Villa Pehuenia. Tutti questi territori sono originariamente della nazione Mapuche, che continua a vivere e lottare per il loro diritti e contro l’assimilazione culturale.

Araucaria, frutto, albero femmina

​Caviahue e il vulcano Copahue

Caviahue e Copahue ci stordiscono con alberi preistorici e più vivi che mai, vulcani fumanti tra la neve, acque termali, paesaggi illimitati di montagne e steppe, cascate esuberanti tra rocce basaltiche e lagune nascoste. É questa la porta nord ovest della Patagonia andina, situata nella Provincia di Neuquén. Ci troviamo a cavallo delle Ande tra Argentina e Cile, tra montagne ricoperte di sabbie vulcaniche, laghi, vallate verdi, e boschi di “araucarie” (Araucaria Araucana), albero preistorico chiamato dalla popolazione nativa Mapuche l’albero del Pehuén, nome del un pinolo gigante dal quale è dipesa la loro sussistenza per secoli. Questi boschi, che non si trovano in nessun altro posto al mondo, si sono diffusi in molte aree della Patagonia ancora prima che sorgessero le Ande più di 150 milioni di anni fa. Le araucarie ornano le vallate e crescono direttamente sulla roccia vulcanica o intorno alle fumarole che naturalmente esalano dal terreno di sabbia che trasuda la forza del vulcano sottostante, creando un ambiente incantato in un sottobosco di canne colihue e nires. I venti dell’oceano pacifico che arrivano dal Cile trovano un valico attraverso le Ande per penetrare in queste vallate, in estate portano piogge abbonanti che favoriscono una vegetazione ricca, la foresta valdiviana, e pascoli di altura, in inverno raggiungono temperature polari, che permettono di testare i nuovi equipaggiamenti per le spedizioni in Antartide e un po’ più in basso si può sciare.Dominano le scogliere basaltiche, le colonne create dalle eruzioni vulcaniche, facili da scalare che creano lagune nascoste e numerose cascate, strapiombi e vallate, dove i sentieri naturali si dipanano tra gli alberi e seguendo le curve di livello, si sente la terra totalmente pristina, siamo avvolti da un’atmosfera ancestrale primitiva.

Ruta Pov. N.60,Vulcan Lanin

​Popolazione Mapuche

Nella zona andina delle provincie di Neuquén, Rio Negro e Chubut, vive la maggior parte della popolazione Mapuche. La loro economia si basa sull’allevamento di ovini e caprini, sulla produzione di artigianato e la raccolta di frutta. Dopo la “Conquista del deserto”, campagna militare diretta dal generale Julio Argentino Roca nel 1879, la popolazione nativa, Mapuche, fu duramente attaccata, divisa in diversi gruppi, sradicata dalle sue terre e infine relegata in zone di scarso valore per l’allevamento del bestiame o per l’agricoltura, isolate dalle principali vie di comunicazione. Queste zone, chiamate “riserve indigene”, si trovano oggigiorno nel mezzo delle zone turistiche di maggiore pregio. Ne è un esempio il piccolo paese San Martin de los Andes che solo negli ultimi anni si è aggiunto al circuito turistico capeggiato da Bariloche, principale località turistica della “regione dei laghi”. Il turismo inizia localmente negli anni ’80, allo stile di vacanze nella natura e campeggio libero ai bordi dei numerosi e pittoreschi laghi o fiumi. In un primo tempo non si creano particolari problemi, ma dalla fine degli anni ´90 entrano in gioco due fattori: da un lato aumenta moltissimo il numero delle presenze, dall’altro le comunità si costituiscono come associazioni riconosciute e acquistano diritti legali sul territorio. La crescita esponenziale dei visitatori e la costruzione smisurata di infrastrutture turistiche, mette le comunitá sulla difensiva, creando conflitti territoriali e sociali importanti. Nel tentativo di dare una forma organica a queste iniziative e di sfruttarne il potenziale economico, sia ong che il governo locale hanno cercato nel tempo, con alterno successo, uno sviluppo turistico integrato.

Batea Mauida, laguna

La Co-gestione

La Patagonia andina si distingue per la presenza di una grande quantità di parchi nazionali che si trovano principalmente sul confine con il Cile. La popolazione storicamente residente nelle aree che furono dichiarate protette, venne in un primo momento esclusa dalla gestione di questi territori che si realizzò in forma unilaterale e a volte violenta da parte delle autoritá dei Parchi Nazionali (APN). Nel 2000, come risultato del “Incontro sul Territorio Indigeno Protetto” organizzato congiuntamente fra la APN e la Confederazione Mapuche del Neuquen (CMN), si gettarono le basi per un accordo sulla regolamentazione e gestione delle risorse naturali dei territori dove vivono le comunità mapuche. Attraverso la formazione di un Comitato di Co-gestione (livello esecutivo della politica globale) ed un Comitato di Co-gestione locale per ciascuna comunità mapuche (livello operativo locale) si forma il primo Piano di Gestione Istituzionale (dicembre 2001), tra le autoritá del P.N. Lani e le comunitá di Ñorquinco, Aigo, Lefiman, Raquithué, Lafquenche, Cayún y Curruhuinca. Oggi la co-gestione in Patagonia è presente nel parco Nahuel Huapi e in altri parchi dell’Argentina dove vivono popolazioni originarie.

Il Piano di Gestione Istituzionale, rispetto alle comunità indigene, definisce che: “nel senso degli obiettivi propri di conservazione si rispetteranno le richieste dei popoli originari che avranno così un ruolo da protagonisti nello sviluppo delle aree che abitano attraverso la co-gestione delle stesse. Si intende, in questo senso, una divisione delle responsabilità e competenze e una chiara definizione dell’esercizio dell’autorità pubblica, e delle regole di uso e gestione delle risorse che nascono dalla sapienza ancestrale delle comunità”.

Ruta 40

​Alluminé e Villa Pehuenia

Visitiamo il dipartimento di Alluminé, a circa 170 km a Nord di San Martin de los Andes, e a 300 km della capitale Neuquén. Il Circuito Pehuenia (circa 150 km) permette di arrivare a Villa Pehuenia lungo il lato est del fiume e continuare in maniera circolare passando dalla parte ovest, lungo il lago Moquehue, lago Norquinco e ritornare alla cittadina di Alluminé. Il paesaggio, soprattutto dal lato ovest, è di una bellezza eccezionale per la presenza di numerosi boschi di araucaria, di bizzarre formazioni vulcaniche, del fiume e dei due laghi. Trascorriamo tre – quattro giorni con la comunità Puel nella parte sud del lago Huechulafquen per conoscere la comunità e il suo progetto turistico. Senza dubbio lo sviluppo turistico sta avendo un impatto importante sul territorio e in particolare sulla gente mapuche intorno al lago Alluminé, dove la presenza di installazioni alberghiere è concentrata.

Ruta 40

​San Martín de los Andes

In prossimità di San Martin de los Andes, un paese di montagna di fronte al lago omonimo di spettacolare bellezza, con infrastrutture per attività turistiche invernali (centro sciistico Chapelco) ed estive, si incontrano numerose comunità mapuche: Currihuica, Atreico e Painefilu. Nel corso degli anni, tra lotte e rivendicazioni, alcune zone e servizi turistici sono gestiti direttamente dalla popolaizone locale. San Martin de Los Andes è anche il luogo di arrivo del circutio naturalistico dei Sette Laghi che ha l’altro suo estremo sud nella cittá di Bariloche e passa dal paese di La Angostura.

Chalten

​Bariloche

Nella regione andina della provincia di Rio Negro si incontra la cittadina di San Carlos de Bariloche. È la località turistica più famosa delle Ande. È ubicata al centro della Regione dei Laghi e sulla splendida costa del lago Nahuel Huapi, a 1680 Km da Buenos Aires. La EcoRegione che ha come centro Bariloche comprende ghiacciai montani (come la cima del monte Tronador), boschi vergini di specie native di alto valore, la cosiddetta foresta valdiviana (con uno dei punti di maggiori precipitazioni del paese) e l’inizio della steppa patagonica. Bariloche ed i suoi dintorni sono fra le destinazioni turistiche più importanti dell’intera Argentina, soprattutto grazie al turismo nazionale e brasiliano. Il nostro interesse si radica nella grande biodiversità che è presente in questa regione, recentemente dichiarata riserva della Biosfera da parte dell’UNESCO e nelle iniziative turistiche della locale popolazione mapuche. In questa zona dove il di turismo di massa ha raggiunto una fase già matura, si cerca di incentivare un cambio verso attivitá piú sostenibili, ponendo l’attenzione al medio ambiente e alla presenza di una cultura viva ed ancestrale.

Ruta 40